Rikuzentakata, un luogo inaspettato

Ho avuto l’occasione di visitare Rikuzentakata nel corso della mia ricerca sulla ripresa dei territori colpiti dallo tsunami. La città è stata duramente danneggiata dal disastro. Ciononostante è un luogo molto vivo, dove i cittadini si stanno dando molto da fare per ricostruire il loro territorio e la loro comunità. Tra le cose speciali che si possono fare a Rikuzentakata, c’è sicuramente quella di sperimentare un delizioso menù a base di frutti di mare locali. In particolare, nella zona si producono votate (capesante) e wakame (un tipo di alga). I ristoratori locali hanno messo a punto un menù comune, è quindi possibile magiare in posti diversi per provare le differenze.

La città di Rikuzentakata è divenuta famosa, dopo il disastro del 2011, per il suo “pino miracoloso”, l’unico ad essere rimasto in piedi dopo essere stato in balia dello tsunami. L’albero faceva parte di una pineta centenaria che è andata completamente distrutta, ma che si sta cercando il modo di ripiantare. Al momento l’area è al centro di lavori di ricostruzione, ma il pino, che è stato messo in sicurezza per garantirne la preservazione, è visibile. Il pino è diventato ben presto il simbolo della forza di resistenza di questa città e per questo si è deciso di trasformarlo in un monumento, realizzando un’opera di conservazione grazie all’uso della tecnologia. L’albero infatti, non avrebbe resistito naturalmente alle infiltrazioni di sale dovute subite durante il disastro.

Ma Rikuzentakata non è solo mare. Sulle colline intorno alla città ci sono altrettanti luoghi meravigliosi. Uno di questi è il Fumonji, un tempio buddista che è un luogo magico e affascinante, custode della tradizione locale e diventato, dopo il disastro, anche il luogo dove riposano molte delle vittime di quel terribile evento. Nel bellissimo bosco antistante il tempio, sono state disposte le statue dei rakan. Rakan è la parola giapponese che indica gli illuminati che hanno raggiunto il nirvana nella religione buddista. In molti templi buddisti se ne trovano 500. Seguendo questa tradizione, il Fumonji, ha creato un’iniziativa che ha visto gli stessi abitanti di Rikuzentakata scolpire le statue come tributo ai concittadini che hanno perso la vita durante lo tsunami. Il workshop di arte terapia, viene organizzato due volte all’anno finché il numero di 500 non sarà raggiunto. Quest’anno ho partecipato anche io, insieme ad alcuni amici, al laboratorio e ora anche il mio rakan veglia su questa terra alle pendici di un cedro centenario. Mi piace molto l’idea di aver costruito, attraverso di lui, un legame eterno con questa terra bellissima.

Flavia Fulco – Roma

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